{"id":1337,"date":"2022-02-06T16:32:53","date_gmt":"2022-02-06T16:32:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.santinopascuzzi.it\/?p=1337"},"modified":"2022-05-23T08:56:11","modified_gmt":"2022-05-23T08:56:11","slug":"i-cento-bottoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santinopascuzzi.it\/it\/2022\/02\/06\/i-cento-bottoni\/","title":{"rendered":"I CENTO BOTTONI"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un bambino di nome Pal che viveva, da solo, in un piccolo villaggio di provincia ai confini di un\u2019estesa catena montuosa.<br \/>\nIl piccolo non aveva mai conosciuto i suoi genitori che lo avevano lasciato subito dopo la nascita davanti alla bottega del fabbro del paese.<br \/>\nPal conservava di loro soltanto un medaglione e la vecchia giacca stracolma di strani bottoni nella quale era stato avvolto il giorno in cui essi lo avevano lasciato. Il suo nome gli era stato dato dagli abitanti del villaggio che in quegli anni lo avevano tirato su, con affetto e grande cura.<br \/>\nIl bambino, che aveva un viso tondo e paffutello che ispirava immediatamente simpatia, era in realt\u00e0 un bimbo triste e pensieroso. Passava tutto il suo tempo a disbrigare piccole faccende per gli abitanti del villaggio, che poi lo ricompensavano con piccole mance, cosa che gli permetteva di condurre un\u2019esistenza abbastanza dignitosa.<br \/>\nUn giorno arriv\u00f2 in paese un vecchio signore, aveva la barba lunga e rossiccia, era molto alto e sembrava essere sempre corrucciato e di cattivo umore. L\u2019uomo aveva deciso di stabilirsi per un po\u2019 di tempo in paese e aveva preso in affitto una stanza nell\u2019unica locanda del villaggio. Il vecchio passava il suo tempo seduto ai piedi della grande montagna bisbigliando parole a bassa voce e bevendo ogni tanto qualcosa da una vecchia bisaccia che portava sempre con s\u00e9.<br \/>\nPal rimase molto incuriosito da quel vecchio signore e per questa ragione and\u00f2 spesso a sedersi nei pressi di una siepe, poco distante da lui, osservandolo e cercando di capire cosa mai stesse facendo.<br \/>\nUn giorno Pal, stanco di passare inutilmente il suo tempo ad osservare il vecchio signore, gli si avvicin\u00f2 e gli disse: \u00abSignore, perch\u00e9 passa il suo tempo seduto ai piedi della montagna?\u00bb.<br \/>\n\u00abE tu ragazzo perch\u00e9 passi il tuo tempo a spiarmi da dietro la siepe?\u00bb, rispose il vecchio con aria imbronciata.<br \/>\n\u00abNon lo so\u00bb, rispose sorpreso il bimbo, \u00abforse perch\u00e9 anch\u2019io ho sempre desiderato parlare con la vecchia montagna\u00bb.<br \/>\n\u00abPuoi farlo allora\u00bb, rispose sorridendo il vecchio, \u00abqui c\u2019\u00e8 posto anche per te\u00bb.<br \/>\nDa quel giorno i due passarono molto tempo a guardare la vecchia montagna e a bisbigliare qualcosa rivolgendo lo sguardo verso la sua cima. Naturalmente si tenevano a debita distanza l\u2019uno dall\u2019altro anche se all\u2019ora del tramonto tornavano lentamente insieme verso il paese.<br \/>\nGli abitanti del villaggio per\u00f2 non vedevano di buon occhio questa amicizia tra i due e, ben presto, iniziarono a guardare con diffidenza e rancore il vecchio signore, convinti com\u2019erano che egli stesse esercitando una cattiva influenza sul piccolo Pal. Fino a che un giorno, accecati dal risentimento e dal sospetto, essi decisero di dare una lezione a quello strano e misterioso signore. Aspettarono i due al ritorno dalla montagna e cercarono di bastonare il vecchio Olaf, questo infatti era il suo nome. Olaf riusc\u00ec a sfuggire a stento ai suoi inseguitori ma decise che il giorno dopo, sarebbe andato via da quel paese e avrebbe ripreso il suo girovagare intorno al mondo.<br \/>\nAppena venne buio Olaf decise di andare a salutare il piccolo Pal che viveva da solo in un casolare l\u00ec vicino. I due sedettero vicino al camino guardandosi negli occhi in silenzio, poi ad un certo punto il piccolo disse: \u00abCerca di perdonarli, non sono cattivi, lo fanno perch\u00e9 mi vogliono bene e pensano di proteggermi\u00bb.<br \/>\n\u00abLo so, lo so\u00bb, rispose Olaf, \u00abnon \u00e8 la prima volta che mi imbatto in persone diffidenti, domani per\u00f2 andr\u00f2 via; ho una missione importante da terminare; per\u00f2, prima di salutarci, visto che hai dimostrato di essere un bambino che sa ascoltare voglio raccontarti una storia: \u201cHo avuto una vita difficile, per molti anni sono stato un bandito, non ho mai ucciso nessuno ma ho compiuto molti furti e rapine. Cos\u00ec spesso sono stato costretto ad abbandonare precipitosamente i luoghi nei quali cercavo di nascondermi. Durante una di queste fughe, ferito ad una gamba rimasi svenuto in mezzo ad una bufera di neve. Mi risvegliai, il giorno dopo, in una misera casa calda anche se un po\u2019 in disordine. Il padrone, un vecchio mandriano, mi disse che viveva da solo, da quando sua moglie si era ammalata ed era partita per i campi del signore. Mi raccont\u00f2 di un uomo ricco che, da giovane, aveva avuto dalla moglie un figlio. Egli era stato per\u00f2 costretto da una serie di vicissitudini ad abbandonare il piccolo, avvolto in una giacca dai bottoni d\u2019oro, davanti alla bottega di un fabbro di un piccolo villaggio, del quale non ricordava pi\u00f9 neanche il nome. Pi\u00f9 volte aveva cercato di rintracciare il piccolo ma non era mai riuscito a trovarlo. Il suo cruccio maggiore era che, forse, il bambino non aveva potuto sfruttare il tesoro che lui gli aveva lasciato e questo pensiero gli rendeva la vita impossibile.\u00bb<br \/>\nMentre parlava, sul viso di Pal era apparsa una lacrima, poi un\u2019altra ancora e infine era corso via dalla stanza ed era tornato, poco dopo, stringendo tra le mani una vecchia giacca con degli strani bottoni. \u00abLa giacca!\u00bb, grid\u00f2 il vecchio, \u00abVieni qui, piccolo mio\u00bb.<br \/>\nI due si strinsero in un caldo e lungo abbraccio e il giorno dopo il piccolo corse a dare la bella notizia a tutti i suoi amici abitanti del villaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un bambino di nome Pal che viveva, da solo, in un piccolo<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":1338,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126,157],"tags":[],"class_list":["post-1337","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-favole","category-favole-2"],"views":140,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.santinopascuzzi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1337","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.santinopascuzzi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.santinopascuzzi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santinopascuzzi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santinopascuzzi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1337"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.santinopascuzzi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1337\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santinopascuzzi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1338"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.santinopascuzzi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santinopascuzzi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santinopascuzzi.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}